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Avatar di Vogliamo Futuro

Ho trovato questo articolo molto interessante perché, in realtà, parla solo in apparenza di intelligenza artificiale. La riflessione che mi porto a casa è un'altra: l'AI non crea una narrazione dal nulla, ma tende ad amplificare quella che trova meglio costruita nell'ecosistema digitale. Se alcune organizzazioni investono da anni nella produzione di contenuti, nella loro indicizzazione e nella loro autorevolezza online, è quasi inevitabile che quei contenuti diventino più visibili anche ai modelli linguistici. Da questo punto di vista la domanda non è solo "cosa risponde ChatGPT?", ma anche "chi ha costruito il web da cui ChatGPT impara?". Credo che questa sia una sfida molto più ampia dell'aborto. Vale per la salute, per la politica, per il giornalismo e, probabilmente, per qualsiasi tema destinato a essere sempre più mediato dall'AI. Per anni abbiamo pensato che bastasse avere dati migliori o argomenti più solidi. Forse, invece, nell'era dell'intelligenza artificiale conterà sempre di più anche chi saprà costruire l'infrastruttura informativa da cui questi sistemi attingono. Perché le idee, da sole, difficilmente cambiano la realtà: serve anche un ecosistema capace di renderle visibili.

Avatar di QualiReti-sanitarie

Grazie dell'importante contributo.

Da medico devo esprimere un fatto: questa delega fiduciaria alla tecnologia e ai suoi padroni nascosti arriva dopo la frantumazione del ruolo della consulenza medica o dell* psicolog* del Consultorio.

Da anni ad esempio ruoli consulenziali e perfino diagnostici attribuiti ai medici e psicologi sono stati spostati sui farmacisti. La pletora di comunicazioni elettroniche tra medici e pazienti (..per comodità si evitano le visite in persona) ha fatto in modo che le-i pazienti vedessero magari 10 volte il farmacista e 1 volta il medico.

Le giovani generazioni poi ( ad es quelle esposte alla possibilità dell'aborto) sono quelle nate digitali. Esse per semplice trascinamento sono passate dall'usare spesso il palmare o il pc all'affetto verso tutto cio che dentro (apparentemente) vive. Da cio' nasce la fiducia cieca verso i consigli del PC, di google, e ora della IA.

Si è creata una frattura antropologica , scambiata erroneamente per "evoluzione".

Bisognerebbe regalare un viaggio a pazienti, giovani medici e adulti ( molti di essi soffrono della stessa affabulazione) .Quale viaggio? Un viaggio a Kos, l'isola di Ippocrate. Li' vivono produttivi (di olive e olio) ulivi della stessa età di Ippocrate (2400 anni). I messaggi di Ippocrate sono antichi ma ancora fertili.

Francesco Del Zotti

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